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DIETRO LE FORME, OLTRE I COLORI

SAN PIETRO IN VINCOLI: UN RICCO PATRIMONIO DI ARTE E DI STORIA


San Pietro in Vincoli ha origini antiche. Anche se oggi prevalgono le importanti forme rinascimentali e barocche, le colonne che dividono le navate e gran parte delle strutture murarie ancora esistenti risalgono alla metà del V secolo, quando la basilica fu quasi interamente ricostruita con il contributo della famiglia imperiale bizantina. Le trasformazioni apportate in millecinquecento anni di utilizzo ininterrotto testimoniano fatti e personaggi di uno scenario vastissimo, che dalla cima dell’antico colle Fagutale arriva a comprendere l’Europa e il Mediterraneo. Ed è una storia che inizia molto prima. Siamo in un luogo prossimo alle dimore dei re della Roma monarchica, della domus Aurea di Nerone e dei Fori, centro amministrativo e commerciale della città antica. A breve distanza doveva sorgere la Praefectura Urbana, luogo connesso con la prigionia romana di Pietro e con le sacre catene, forse conservate presso l’altare della chiesa sin dalle sue origini. Gli scavi della metà del Novecento, condotti sotto il pavimento della basilica, hanno incontrato i resti di ricche dimore che si sono avvicendate nel tempo. Una grande aula absidata del IV sec. è forse la prima testimonianza del culto cristiano nel luogo.

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PER CHI VISITA SPIV NON A SCOPO LITURGICO, L’INTERESSE QUASI ESCLUSIVO È RIVOLTO AL MOSÈ DI MICHELANGELO


Chi per interesse culturale si reca oggi a SPIV, rivolge l’attenzione quasi esclusivamente al monumento michelangiolesco dedicato a Giulio II.

Per la maggior parte dei visitatori, la basilica millenaria rischia di essere sempre più considerata un semplice “contenitore” della statua del Mosè.

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OLTRE IL MOSÈ: IL PROGETTO “DIETRO LE FORME, OLTRE I COLORI”: PER “ESPLORARE” LA BASILICA E CONOSCERNE LA STORIA


Il progetto “Dietro le forme, oltre i colori” (Cofinanziato dalla Unione Europea, POR FESR 2014-2020 Regione Lazio), ha lo scopo di suscitare interesse per le altre importanti testimonianze della basilica, che rischiano di essere relegate a muti scenari di contorno all’opera di Michelangelo.

GUIDA MULTIMEDIALE SPIVAR: PER FACILITARE UN RAPPORTO DIRETTO TRA VISITATORE E L’OGGETTO DEL PROPRIO INTERESSE


L’obiettivo della guida multimediale SPIVAR, fruibile da tablet e da smartphone, è suscitare curiosità nel visitatore, presentando attraverso soluzioni innovative il grande potenziale che ha la chiesa di “raccontare” storie del passato.

La guida SPIVAR consente al visitatore di seguire un proprio percorso, scegliendo liberamente cosa conoscere.

La guida, scaricabile dall’info-point situato nella basilica, mostra su una mappa 3d georeferenziata i punti d’interesse, agganciabili tramite il dispositivo mobile.

Senza l’ausilio di target di riferimento quali etichette o qr-code, da ognuno dei punti proposti è possibile acquisire informazioni in forma di audio e di testi corredati di immagini.

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LE ISCRIZIONI: GLI ELEMENTI PIÙ IGNORATI NELLE VISITE AI LUOGHI DI CULTO, POSSONO RACCONTARE STORIE ATTRAVERSO I PERSONAGGI CUI SONO DEDICATE


Un elemento di novità è costituito anche dalla possibilità di leggere in traduzione le iscrizioni in latino, visualizzandole direttamente sulle epigrafi nella forma grafica dell’originale.

Al visitatore è offerta la sensazione di poter tradurre con facilità l’iscrizione e una narrazione relativa al personaggio dell’epigrafe.

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EPIGRAFI STAMPATE IN 3D: PER INTEGRARE L’ALLESTIMENTO VISIVO TATTILE DESTINATO A NON VEDENTI E IPOVEDENTI


L’esperienza di utilizzare le iscrizioni come “finestre” su figure storiche e l’epoca in cui vissero, è stata adottata anche per integrare l’allestimento visivo tattile esistente, predisposto dalla Soprintendenza Speciale di Roma per non vedenti e ipovedenti.

A scopo sperimentale sono state riprodotte con testo in braille, cinque epigrafi in latino. I contenuti audio accessibili tramite smartphone o tablet comprendono le traduzioni delle iscrizioni e le note informative sui relativi personaggi.

LE RICOSTRUZIONI IN GRAFICA 3D PERMETTONO DI OSSERVARE LA BASILICA NELLE FORME E CON LE PROPORZIONI


Inquadrando con il dispositivo mobile una cornice posta nei pressi del transetto inoltre, è possibile osservare la prospettiva reale e le proporzioni originarie della basilica nelle prime due fasi edilizie, datate tra la fine del IV e la metà del V secolo.

FILMATI E VIRTUAL TOUR: PER VISITARE I SETTORI DELLA BASILICA NON APERTI AL PUBBLICO


Visori VR usa e getta, applicati a smartphone, permettono di osservare in modo immersivo luoghi della basilica non aperti al pubblico: i resti archeologici rinvenuti alla metà del secolo scorso sotto il pavimento della basilica e i locali della vecchia sacrestia, allestiti dal rinascimento per contenere le catene della prigionia di Pietro.

Gli stessi ambienti sono illustrati con filmati, fruibili dal menu dalla guida.

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